mercoledì 11 novembre 2009

Pezzi di Luna: Giovanni Sicuro espone a Padova

Sabato 14 novembre alle 18 al Ridotto del Teatro Verdi il concerto del GOOD VIBES QUARTET del vibrafonista Giuliano Perin, inaugurerà il progetto “Pezzi di Luna”, performance abbinata all’esposizione di undici opere dedicate alla luna di altrettanti artisti italiani e stranieri, realizzata in collaborazione con l’Associazione Gioiello Contemporaneo.

MOONLIGHT JEWELLERY - Pezzi di luna
Padova Ridotto del Teatro Verdi
Concerto inaugurale Jazz e Oreficeria di ricerca

Sabato 14 novembre 2009 ore 18.00
Adrean Bloomard • Maria Rosa Franzin • Pilar GarrigosaNatasa Grandovec • Joanne Grimonprez • Mari IshikawaKazumi Nagano • Giovanni Sicuro • Maurizio StagniFabrizio Tridenti • Graziano Visintin

La mostra è aperta dal 15 al 22 novembre
orario: 16.00 -19.00 ingresso libero

venerdì 30 ottobre 2009

Consiglio Comunale a Morsano - 29 Ottobre 2009

Giovedi 29 ottobre 2009 si è riunito il Consiglio Comunale a Morsano presso i locali del Centro Polifunzionale. Hanno partecipato una settantina di cittadini.

Maggiori dettagli sul sito del comune cliccando qui.

giovedì 29 ottobre 2009

Smarrito un cane: chi l'avesse visto ci faccia sapere

Ci è stato segnalato che il cagnolino "Ramses" (in foto) manca da casa da una settimana. Chi lo avesse visto è pregato di contattare la proprietaria Alice. Grazie.

lunedì 19 ottobre 2009

Paese in Lutto per Gabriella - 19 Ottobre 2009

Si sono svolti oggi i funerali di Gabriella, la molto stimata ed amata titolare del negozio "Tendenza" (localmente conosciuto come "lá di Mariute Morete").

Morsano perde una persona molto amabile e disponibile con tutti nonché una validissima imprenditrice che aveva fatto del suo mestiere un'arte per la quale era apprezzata in tutta la nostra zona.

La comunitá si é stretta numerosa e solidale al cordoglio dei familiari.

sabato 10 ottobre 2009

Campo di Prigionia Austro-Ungarico di Marchtrenk: una famiglia morsanese commemora i compaesani che qui perirono 90 anni fa

Da alcuni anni, in collaborazione con la Croce Nera austriaca (organizzazione che cura i cimiteri militari in territorio austriaco), alternativamente in Italia e in Austria, ha luogo l'incontro italo-austriaco della Pace a ricordo dei Caduti e delle vittime civili della Grande Guerra. L’anno scorso si è svolto ad Arsiero, in Valdastico, dove c’è il più grande cimitero di guerra dopo quello di Redipuglia, mentre quest’anno la cerimonia, giunta alla 17^ edizione, venerdì 9 ottobre 2009 si è svolta al cimitero italiano di Marchtrenk, località a circa 25 chilometri da Linz.

L'evento ha rilevanza locale perchè in questo campo di prigionia assieme a quelli di Milovitz, oggi Milovice e Katzenau, furono internati anche civili dei nostri paesi e molti non fecero più ritorno. Una famiglia morsanese ha colto l'occasione dell'Incontro della Pace per visitare per la prima volta la tomba di un familiare, Giobatta Sandri che morì proprio a Marchtrenk il 25 febbraio 1918 (all'etá di 46 anni). Così Sereno Sandri, assieme ai figli Stefano e Vanni, ha presenziato alla cerimonia di ricordo dei caduti del campo ed ha potuto visitare il luogo dove suo nonno Giobatta fu sepolto.

Alla cerimonia hanno partecipato delegazioni delle associazioni d'arma italiane ed austriache. Di particolare nota il benvenuto e l'abbraccio che il vescovo di Linz ha voluto dare di persona ai tre morsanesi che idealmente riassume la riconciliazione tra due popoli già divisi da una guerra. Grande è stata anche la disponibilità dei rappresentanti della Croce Nera locale che si sono adoperati per dare accesso agli archivi di Stato di Linz ai tre morsanesi, addirittura accompagnandoli di persona subito dopo la cerimonia, negli archivi che si trovano a 30km dal campo. Tra le carte degli archivi è stato possibile acquisire ulteriori informazioni su Giobatta Sandri, mappe dettagliate del campo e dell'annesso cimitero ed altri dettagli sulla vita di prigionia altrimenti non disponibili. Dal canto suo, Vanni ha condiviso le informazioni sui prigionieri paesani tratte da documenti custoditi nei nostri archivi parrocchiali e comunali, che si sono rivelate molto utili per i curatori del museo del campo. A seguire, i visitatori morsanesi sono stati accolti con tutti gli onori ad un incontro della Croce Nera di Linz.

L'evento è stato emotivamente molto intenso perchè da 90 anni in famiglia si tramanda la storia di Giobatta che morì di stenti per salvare il figlio diciasettenne Valentino, internato con lui, al quale passava la propria razione di minestra per salvarlo dalla fame. Valentino fece ritorno e potè iniziare una famiglia mentre Giobatta riposa nel cimitero di Marchtrenk.
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Qui il racconto di Sereno Sandri sulla vicenda di Giobatta come tramandata in famiglia.
"Era novembre 1917, dopo la rotta di Caporetto, Pietro Giacomo Sandri (chiamato Jacum Mocjigne - leggi "mochigne" visto che i Sandri in paese ancora oggi sono chiamati con questo soprannome), anziano della classe 1834, cacciò di malo modo, colpendolo con il suo bastone, un soldato austriaco intenzionato a tagliare gli olmi ("olessis") nel filare che faceva da confine della proprietà di famiglia. Gli olmi si trovavano nella zona dietro piazza San Pellegrino che si sviluppa verso il cimitero, dove viveva la famiglia patriarcale Sandri ed il loro legno era diventato molto prezioso per gli occupanti asburgici che si stavano attrezzando per l'inverno. Cosichè, l'austriaco se ne andò dall'orto ma ritornò con un manipolo di altri soldati. Visto che ormai Pietro Giacomo Sandri aveva 83 anni gli occupanti decisero di non punirlo direttamente bensì di arrestare il nipote Valentino (classe 1900) ed una nuora, Anna Del Pin, moglie di suo figlio Pietro che in quel momento si trovavano in casa. A questo punto, Giovanni Battista (Giobatta) Sandri, figlio di Pietro Giacomo e padre dello sventurato Valentino, saputo dell'arresto del giovane figlio e della cognata si diresse subito al comando austriaco per protestare ma fu arrestato a sua volta. Sia Giobatta che il giovane Valentino furono quindi inviati in un campo di prigionia Austro-Ungarico (la tradizione orale tramanda il nome di Milovice a 30km a est di Praga - peró si sa per certo che Giobatta mori' al campo di prigionia di Marchtrenk dove forse fu trasferito per essere curato).
Qui inizia l'odissea dei due malcapitati. Le condizioni di prigionia erano rese durissime dal freddo, dalle epidemie e dalla mancanza di cibo. Valentino era solo diciasettenne e sarebbe sicuramente morto di stenti se non fosse stato per l'aiuto generoso di suo padre. Tanto che, Giobatta, pur di salvare il figlio iniziò a rinunciare alla sua magra razione di cibo passandola al figlio con varie scuse: "mangia tu che io non ho fame", "la zuppa non mi piace, magiala tu" e via dicendo. Così, dopo alcuni mesi, pur di salvare il figlio, il povero Giobatta morì di stenti mentre Valentino, grazie al sacrificio del padre, riuscì a tornare a Morsano a fine guerra.
Rientrato a piedi, fortemente denutrito e stremato, venne a sua volta salvato dal provvidenziale intervento del parrocco, Don Alberto Della Longa, che istruì la famiglia di somministrare alimenti solo in maniera graduale, giorno dopo giorno, per evitare una morte certa se avesse mangiato fin da subito porzioni normali. Valentino potè quindi raccontare l'eroico sacrificio del padre e le sue fatiche per rientrare a piedi dal campo di prigionia. Tra l'altro, durante il viaggio di ritorno, perì anche un suo compagno di prigionia che rientrava anche lui in Friuli a piedi. Questa triste vicenda in famiglia ancora oggi continua ad essere tramandata di generazione in generazione.
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Nel cimitero militare di Marchtrenk, un tempo annesso al campo di prigionia dove furono deportati 25.000 soldati, sono sepolti 1.453 italiani militari e civili, deceduti soprattutto di tifo e tbc. Al centro dell’area cimiteriale si innalza una stele commemorativa che segnala la presenza delle spoglie dei militari italiani lì sepolti. Su altre quattro stele, poste ciascuna ai margini di ogni settore, sono state collocate delle lastre in metallo con su incisi i nominativi dei Caduti. In fondo al Cimitero Militare si trovano le sepolture di 467 Russi, di 1 Rumeno, di 11 Serbi e di 18 di nazionalità sconosciuta.
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Si ritiene che una ventina di morsanesi furono internati nei campi austriaci e una decina non fece piú ritorno in paese. I loro nomi sono elencati nel monumeto ai caduti di Morsano. Altri loro dettagli sono presenti nei registri parrocchiali e comunali.
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Per maggiori informazioni:
- http://www.cimeetrincee.it/

Qui l'elenco degli italiani sepolti nel cimitero di Marchtrenk (attenzione é un file da 39mb)

sabato 3 ottobre 2009

Festa del Dono - 3 ottobre 2009

Sfilata di labari dei donatori di sangue lungo le vie del paese accompagnata dalla banda G. Rossini. Un grande evento per la comunitá morsanese che quest'anno ha ospitato la Festa del Dono della sezione AFDS di Castions di Strada.

La sezione celebrava anche i 51 anni dalla fondazione.
Un bel evento perché é stata la scusa per imbandierare il paese con i labari dell'AFDS e dare un tono di festa comunitaria all'abitato.
L'evento si é articolato in una celebrazione religiosa e nella presentazione dei riconoscimenti ai donatori della sezione.

lunedì 21 settembre 2009

Crollo in centro: arrivano i pompieri - Domenica 20 Settembre 2009


Non capita tutti i giorni - per fortuna - di vedere i pompieri in centro paese.

Che sia capitato il giorno del "perdon" è un fatto più unico che raro. Crolla il tetto di una casa nella zona di piazza San Pellegrino, all'imbocco di vicolo "dai Moçjne" ed intervengono i pompieri a mettere in sicurezza l'area.

Per fortuna nessuna conseguenza per le persone visto che lo stabile in questione è da tempo vuoto.

Celebrato il Perdon dell'addolorata: Domenica 20 Settembre 2009

Come ogni anno domenica si è celebrato il tradizionale Perdon dell'Addolorata. Messa solenne la mattina cantata dal Coro Parrocchiale di Morsano e processione per le vie del paese il pomeriggio.

Il Perdon ha sempre luogo la terza domenica di settembre. Questa ricorrenza fu istituita dal parroco Rizzotti, verso il 1830. Nel 1844 in chiesa venne eretto l'altare marmoreo dell'Addolorata e nello stesso anno vi fu collocata l'immagine scolpita nel legno dallo scultore Marignani di Udine.

La prima processione del "Perdon" ebbe luogo nel 1866 ed è tuttora una processione molto frequentata non solo dai Morsanesi, ma anche dai fedeli dei paesi limitrofi. Fino alla fine degli anni Cinquanta la processione si svolgeva sotto una serie interminabile di archi monumentali rivestiti di rami verdi eretti a gara dai giovani del paese. L'asfaltatura delle strade e le regole della circolazione stradale resero poi tutto questo impossibile.

Tradizionalmente, toccava ai coscritti portare a spalle la statua della madonna. Con l'andare degli anni i coscritti sono diminuiti ad un numero esiguo per anno tanto che in alcune occasioni, le fila dei "portatori" ha necessitato di rinforzi da parte di volenterosi partecipanti alla processione. Oggi questa tradizione é venuta meno e la statua viene trasportata per le vie del paese a bordo di un carretto addobbato per l'occasione.
Nella foto in alto un'immagine del Perdon oggi e a sinistra gli archi che si facevano nella prima metà del secolo in occasione della processione.

lunedì 14 settembre 2009

"Ricreativa": Gita Sociale Annuale - Domenica 13 Settembre 2009

Si é svolta l'annuale gita sociale dell'Associazione Ricreativa. Quest'anno é toccato a Comacchio ricevere la corriera dei soci dell'associzione. Bello il tempo ed ottima la compagnia; come sempre un grande successo per partecipazione e soddisfazione dei presenti.